Follia del Colore Buono

Omaggio a Gino Rossi

FOLLIA DEL COLORE BUONO omaggio a Gino Rossi Reading teatrale e musicale ideato da Carlo Della Barbera con Giancarlo Previati Carla Stella Gigi Mardegan Larissa Demidova Testi e adattamento teatrale a cura di Carlo Della Barbera e Giuseppe Emiliani Luci, fonica e service Vladmiro Salmaso Montaggio e video Riccardo De Cal Regia di Giuseppe Emiliani

 

E’ un percorso letto, interpretato, cantato e immaginificato, liberamente ispirato alla vita del grande artista e pittore Gino Rossi (Venezia 1884 – Treviso 1947) Dopo decisivi viaggi a Parigi e in Bretagna, quasi da autodidatta, si afferma nella mostra veneziana di Ca’ Pesaro nel 1910. Amico fraterno di Arturo Martini, danno vita insieme a Moggioli , a Garbari, Scopinich, Semeghini e Malossi alla cosidetta “Scuola di Burano”. Fu uno dei più importanti innovatori italiani del ‘900 rispetto all’arte figurata, con chiari influssi all’arte figurativa francese, al simbolismo e all’esperienze dei nabis. Dopo la grande guerra e un periodo di prigionia in Germania, la sua produzione si avvicina al cubismo e si dedica al problema della costruzione della forma, a cui prova a trovare soluzione anche l’amico scultore Martini. Dal 1926 è ricoverato in manicomio a Treviso e la sua produzione si interrompe. Morirà tra gli stenti, la solitudine e l’oblio vent’anni più tardi. Riguarda l’umanità artistica e l’arte umanizzata che avvolge la sua esistenza, a partire dalle sue terre, dai suoi colori, dai suoi ambienti e situazioni. E’ la ragione a raccontare la storia e il senso logico degli avvenimenti, è l’anima a provocare il sentimento e la poesia dell’esistere, è il canto e l’immagine a muovere le relazioni tra ragione e anima, in un dialogo che coinvolge tra gli altri Giovanni Comisso, Alda Merini, Luigi Pirandello. E’ l’occasione per parlare, leggendo, interpretando, cantando e mirando, della malattia mentale e di alcuni protagonisti dell’oggi, lontano dallo stigma e dal pregiudizio, vicino alla persona e al suo vivere. Il finale è affidato infatti al personaggio di Gino Rossi che narra di poesie e racconti di chi vive il disagio e la malattia mentale nella realtà contemporanea, di due cosiddetti utenti dei centri di salute mentale sul territorio, ovvero di “M.” e Raffaella.

A Giancarlo Previati è affidato il compito di condurci nella storia di Gino Rossi – personificato dall’attore veneto Gigi Mardegan – sotto l’ottica della ragione, dell’analisi e dell’autocritica. La passione e il sentimento vengono espressi dall’intensissima interpretazione di Carla Stella ed esaltati dalla splendida ed emozionate voce della soprano Larissa Demidova. Il video realizzato dal documentarista Riccardo De Cal accompagna il pubblico durante tutto lo spettacolo, nella produzione di Rossi, nei luoghi della memoria e della storia manicomiale. La regia è affidata alla grande esperienza di uno tra i registi più sensibili ed eleganti: Giuseppe Emiliani. Progetto di teatro contemporaneo realizzato da Associazione Culturale Puntospettacolo in collaborazione con Cooperativa Insieme Si Può e con Fondazione Ispirazione, con Il Dipartimento di Salute ULSS 9, con il contributo di Regione del Veneto e Provincia di Treviso per “Reteventi”, patrocinato dal Comune di Treviso.